Smaltimento filtri per osmosi e membrane: dove si buttano?

Smaltimento filtri per osmosi e membrane: dove si buttano?

I filtri presenti negli impianti di trattamento dell’acqua hanno una durata limitata. Con l’utilizzo, infatti, trattengono progressivamente le sostanze per le quali sono stati progettati e devono essere sostituiti secondo le indicazioni previste dal produttore.

Una volta rimossa, però, la cartuccia esausta deve essere correttamente smaltita. Anche lo smaltimento, infatti, rientra nella corretta gestione dell’apparecchiatura.

In questo articolo analizzeremo quando è necessario sostituire un filtro per il trattamento dell’acqua, come quelli a membrana o quelli a osmosi inversa, come riconoscere i principali segnali di esaurimento e come conferirlo correttamente una volta terminata la sua vita utile.

 

QUANDO BUTTARE I FILTRI PER GLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO ACQUA
COME SMALTIRE I FILTRI PER GLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO ACQUA
DOVE BUTTARE UN FILTRO QUANDO NON CI SONO INDICAZIONI SPECIFICHE

 

QUANDO BUTTARE I FILTRI PER GLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO ACQUA

La durata di un filtro non è uguale per tutte le apparecchiature. Può essere espressa dal produttore in mesi di utilizzo, litri trattati o entrambi, a seconda della tecnologia impiegata.

Il primo riferimento deve quindi essere sempre il programma di sostituzione indicato per quella specifica cartuccia. Non è consigliabile, infatti, continuare a utilizzare un filtro oltre la durata prevista soltanto perché l’acqua non presenta cambiamenti evidenti.

Qualora si perda di vista la durata utile del filtro, esistono comunque alcuni segnali che possono indicare la necessità di controllarlo o sostituirlo:

  • riduzione della portata dell’acqua, soprattutto nei filtri che trattengono sedimenti e particelle;
  • ritorno di odori o sapori che il trattamento riusciva precedentemente a ridurre, nel caso di cartucce progettate anche per questo scopo;
  • segnalazione dell’apparecchiatura, quando il sistema dispone di un contatore dei litri o di un indicatore per il cambio filtro;
  • evidente accumulo di sedimenti, nei modelli nei quali la cartuccia è visibile;

La sostituzione programmata dei filtri è parte integrante della manutenzione di un impianto di trattamento dell’acqua. 

 

COME SMALTIRE I FILTRI PER GLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO ACQUA

Non esiste una regola unica valida per qualsiasi cartuccia. I filtri possono essere costituiti da carbone attivo, membrane, fibre sintetiche, resine e involucri realizzati con materiali differenti.

In molti casi, una cartuccia domestica usata e non separabile viene conferita nel rifiuto residuo o indifferenziato, secondo le indicazioni del produttore e del servizio di raccolta locale. Esistono, ad esempio, produttori che indicano espressamente questa modalità per alcune proprie cartucce filtranti.

Prima del conferimento è opportuno, però, lasciare sgocciolare l’acqua rimasta all’interno della cartuccia. Inoltre, il filtro non deve essere aperto o smontato se il produttore non prevede espressamente questa possibilità.

Alcuni prodotti sono progettati per consentire la separazione dei componenti. In questi casi il produttore può indicare, ad esempio, una destinazione differente per materiale filtrante e involucro. Esistono cartucce nelle quali carbone e feltri vengono destinati al secco residuo, mentre alcune parti possono essere separate secondo le istruzioni specifiche del prodotto.

Un aspetto importante riguarda proprio gli involucri in plastica. Una cartuccia non deve essere gettata automaticamente nella raccolta della plastica soltanto perché il contenitore esterno è realizzato con questo materiale. In Italia la raccolta differenziata della plastica riguarda principalmente gli imballaggi; per gli altri oggetti occorre verificare le disposizioni locali.

 

DOVE BUTTARE UN FILTRO QUANDO NON CI SONO INDICAZIONI SPECIFICHE

Quando sulla confezione o nel manuale non è indicata chiaramente la modalità di smaltimento, la soluzione più corretta è consultare il gestore dei rifiuti del proprio Comune.

Le regole di raccolta possono infatti variare sul territorio e alcuni centri di raccolta possono accettare materiali che non vengono ritirati attraverso il normale servizio porta a porta.

Una verifica preventiva è ancora più importante se il filtro è stato utilizzato per trattare acqua contenente contaminanti particolari o concentrazioni anomale di determinate sostanze. In questi casi è preferibile non attribuire autonomamente la cartuccia a una frazione di rifiuto, ma chiedere indicazioni al produttore, al tecnico che segue l’impianto o al servizio locale di gestione dei rifiuti.

È quindi utile conservare le istruzioni dell’apparecchiatura anche dopo l’installazione: contengono informazioni importanti non soltanto per la sostituzione dei filtri, ma spesso anche per la loro corretta gestione a fine vita.

Rivolgendosi ai produttori rappresentati dall’Associazione Aqua Italia, il consumatore può contare su indicazioni chiare per la manutenzione dell’impianto, la sostituzione dei materiali filtranti e la loro corretta gestione una volta esauriti.

Sostituire un filtro nei tempi previsti e conferirlo nella frazione corretta sono due passaggi complementari: entrambi contribuiscono a utilizzare l’impianto di trattamento in modo responsabile durante tutto il suo ciclo di vita.

 

Lo sapevi che

Il 73%
degli Italiani

beve acqua
dal rubinetto

440litri
d’acqua consumata

al giorno da una
famiglia di 2 persone

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