Addolcitore d’acqua magnetico: cos’è e quando sceglierlo

Addolcitore d’acqua magnetico: cos’è e quando sceglierlo

Il calcare è una presenza comune nelle abitazioni alimentate con acqua dura. Con il tempo può formare incrostazioni su rubinetti, soffioni, resistenze elettriche e scambiatori di calore, rendendo necessaria una manutenzione più frequente degli impianti idrici. 

Tra le soluzioni disponibili rientrano i cosiddetti addolcitori d’acqua magnetici, dispositivi che vengono installati sulle tubazioni con l’obiettivo di contrastare la formazione dei depositi calcarei.

Dal punto di vista tecnico, tuttavia, è più corretto parlare di dispositivi anticalcare magnetici, poiché il trattamento agisce sui fenomeni di cristallizzazione del carbonato di calcio senza rimuovere dall’acqua i minerali responsabili della durezza.

In questo articolo analizzeremo che cos’è e a cosa serve un addolcitore magnetico, da quali componenti è formato, come agisce sul calcare e in quali situazioni può essere preso in considerazione.

 

CHE COS’È E A COSA SERVE UN ADDOLCITORE D’ACQUA MAGNETICO
COME FUNZIONA UN ADDOLCITORE D’ACQUA MAGNETICO
ADDOLCITORE D’ACQUA MAGNETICO: QUANDO SCEGLIERLO

 

CHE COS’È E A COSA SERVE UN ADDOLCITORE D’ACQUA MAGNETICO

Un addolcitore magnetico è un sistema anticalcare progettato per essere applicato alla tubazione dell’acqua. Il suo scopo è ridurre la tendenza del carbonato di calcio a formare incrostazioni compatte e aderenti sulle superfici con cui entra in contatto.

Il fenomeno del calcare è legato, infatti, alla presenza di calcio e magnesio, elementi che determinano la durezza dell’acqua. In determinate condizioni, soprattutto quando aumenta la temperatura, parte dei sali presenti può precipitare e dare origine ai caratteristici depositi biancastri.

Il trattamento magnetico interviene proprio durante questo processo. Il dispositivo genera un campo magnetico attraverso il quale passa l’acqua, con l’obiettivo di modificare le modalità di formazione dei cristalli di carbonato di calcio.

A differenza di un processo di addolcimento vero e proprio, la quantità di calcio e magnesio presente nell’acqua rimane sostanzialmente invariata. Ciò che si cerca di modificare è il comportamento del calcare quando precipita.

Per questo motivo, la funzione principale di questi apparecchi è la protezione dalle incrostazioni e non la riduzione della durezza, soprattutto nei punti dell’impianto maggiormente interessati dal riscaldamento dell’acqua.

 

COME FUNZIONA UN ADDOLCITORE D’ACQUA MAGNETICO

Nei modelli più semplici, l’addolcitore d’acqua magnetico è formato da magneti permanenti alloggiati in un supporto che viene applicato intorno alla tubazione. I magneti vengono disposti in modo da creare un campo attraversato dall’acqua durante il normale flusso.

Esistono anche sistemi elettromagnetici che utilizzano bobine alimentate elettricamente per generare il campo. Configurazione, intensità e disposizione possono quindi cambiare a seconda dell’apparecchiatura.

Per comprendere il principio di funzionamento dell’addolcitore d’acqua magnetico è utile considerare che il carbonato di calcio può cristallizzare in forme differenti, tra cui calcite, aragonite e vaterite.

La calcite è la forma più stabile e viene comunemente associata alle incrostazioni più compatte. L’aragonite presenta invece una diversa struttura cristallina e tende a produrre depositi meno aderenti e più facilmente trasportabili dal flusso dell’acqua.

L’esposizione al campo magnetico degli addolcitori d’acqua magnetici può influenzare la nucleazione e la crescita dei cristalli, favorendo in determinate condizioni la formazione di aragonite rispetto alla calcite. Una maggiore quantità di carbonato di calcio può così precipitare sotto forma di particelle meno inclini ad aderire alle pareti dell’impianto.

Il fenomeno non si verifica però nello stesso modo in ogni situazione. Composizione dell’acqua, temperatura, velocità del flusso, caratteristiche della tubazione e proprietà del campo magnetico possono influenzare il risultato.

 

ADDOLCITORE D’ACQUA MAGNETICO: QUANDO SCEGLIERLO

Un sistema magnetico può essere preso in considerazione quando l’esigenza principale è contenere la formazione di incrostazioni, mantenendo invariata la composizione minerale della risorsa idrica.

Può risultare interessante anche quando si desidera un sistema che non utilizzi sale per la rigenerazione e che richieda interventi di gestione generalmente limitati. 

Quando invece l’obiettivo è ridurre realmente la durezza dell’acqua, ad esempio in presenza di valori elevati che provocano problemi specifici all’impianto, occorre valutare tecnologie progettate proprio per questa funzione, come l’addolcitore.

Va, inoltre, ricordato che le apparecchiature destinate al trattamento dell’acqua per il consumo umano devono essere scelte e utilizzate nel rispetto delle prescrizioni previste dal D.M. 25/2012, che disciplina gli obblighi tecnici e informativi relativi a questi dispositivi.

Rivolgendosi a produttori affidabili, come quelli rappresentati dall’Associazione Aqua Italia, il consumatore può affidarsi a professionisti esperti e individuare la soluzione più adatta alle caratteristiche dell’acqua e alle esigenze dell’impianto domestico.

 

Lo sapevi che

Il 73%
degli Italiani

beve acqua
dal rubinetto

440litri
d’acqua consumata

al giorno da una
famiglia di 2 persone

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