Negli ultimi anni l’attenzione verso la risorsa idrica si è intensificata, anche alla luce delle nuove evidenze scientifiche su alcune sostanze oggetto di studio e sulla necessità di prevenire rischi lungo l’intera filiera idrica. Il Parlamento europeo ha quindi imposto alcune regole in merito ai parametri dell’acqua destinata al consumo.
La normativa europea nasce dall’esigenza di migliorare l’accesso alle acque destinate al consumo umano, introdurre un approccio efficace sotto il profilo dei costi basato sul rischio, monitorare in modo sistematico la qualità dell’acqua e garantire un’acqua sicura da bere e adatta al consumo quotidiano.
In questo articolo esploreremo quali sono i parametri stabiliti dall’Unione Europea, quando si applicano e quali restrizioni devono essere rispettate per garantire un rifornimento idrico conforme ai requisiti di legge.
STANDARD QUALITATIVI STABILITI DALL’UE: A QUALI ACQUE SI APPLICANO?
RESTRIZIONI SUI PARAMETRI DELL’ACQUA DI CASA STABILITE DALL’UE
STANDARD QUALITATIVI STABILITI DALL’UE: A QUALI ACQUE SI APPLICANO?
La Direttiva (UE) 2020/2184 definisce in maniera dettagliata l’ambito di applicazione degli standard qualitativi per le acque destinate al consumo umano.
Per “acque destinate al consumo umano” si intendono tutte le acque, trattate o non trattate, destinate a uso potabile, alla preparazione di cibi, a usi culinari o ad altri impieghi domestici, sia in ambienti pubblici sia privati. Rientrano in questa definizione le acque fornite tramite rete di distribuzione, quelle trasportate con cisterne e quelle confezionate in bottiglie o contenitori, incluse le acque di sorgente.
La normativa si applica inoltre a tutte le acque impiegate nelle imprese alimentari per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l’immissione sul mercato di prodotti o sostanze destinati al consumo umano. In questo modo, il legislatore europeo garantisce che la qualità della risorsa idrica sia tutelata non solo nell’ambito domestico, ma anche lungo la filiera agroalimentare.
La direttiva non si applica invece alle acque minerali naturali, disciplinate da una normativa specifica, né alle acque considerate medicinali ai sensi della normativa farmaceutica europea.
Gli Stati membri possono prevedere esenzioni in casi circoscritti, ad esempio per usi per i quali la qualità dell’acqua non incide sulla salute dei consumatori oppure per fonti che erogano mediamente meno di 10 metri cubi al giorno o servono meno di 50 persone, purché non siano collegate ad attività commerciali o pubbliche.
RESTRIZIONI SUI PARAMETRI DELL’ACQUA DI CASA STABILITE DALL’UE
Gli Stati membri devono garantire che le acque destinate al consumo umano siano salubri e pulite, ovvero prive di microrganismi, parassiti o sostanze che, in determinate concentrazioni, possano rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana.
Per quanto riguarda i parametri microbiologici, l’acqua non deve contenere:
- Enterococchi intestinali
- Escherichia coli (E. coli)
Sul piano dei parametri chimici, la direttiva stabilisce limiti massimi per numerose sostanze. Le quantità non devono superare i seguenti valori:
- Acrilammide: 0,10 μg/l
- Antimonio: 10 μg/l
- Arsenico: 10 μg/l
- Benzene: 1,0 μg/l
- Benzo(a)pirene: 0,010 μg/l
- Bisfenolo A: 2,5 μg/l
- Boro: 1,5 mg/l
- Bromato: 10 μg/l
- Cadmio: 5,0 μg/l
- Clorato: 0,25 mg/l
- Clorite: 0,25 mg/l
- Cromo: 25 μg/l
- Rame: 2,0 mg/l
- Cianuro: 50 μg/l
- 1,2-Dicloroetano: 3,0 μg/l
- Epicloridrina: 0,10 μg/l
- Fluoruro: 1,5 mg/l
- Acidi aloacetici (HAAs): 60 μg/l
- Piombo: 5 μg/l
- Mercurio: 1,0 μg/l
- Microcistina-LR: 1,0 μg/l
- Nichel: 20 μg/l
- Nitrati: 50 mg/l
- Nitriti: 0,50 mg/l
- Antiparassitari (singola sostanza): 0,10 μg/l
- Antiparassitari (totale): 0,50 μg/l
- PFAS Totale: 0,50 μg/l
- Somma di PFAS: 0,10 μg/l
- Idrocarburi policiclici aromatici: 0,10 μg/l
- Selenio: 20 μg/l
- Tetracloroetilene e Tricloroetilene: 10 μg/l
- Trialometani (totale): 100 μg/l
- Uranio: 30 μg/l
- Vinilcloruro: 0,50 μg/l
Per la valutazione del rischio nei sistemi di distribuzione domestici, come condutture e serbatoi interni, sono previsti specifici parametri:
- Legionella: inferiore a 1.000 CFU/l
- Piombo: 10 μg/l
Accanto a questi, la direttiva introduce parametri indicatori basati sulla presenza di agenti aggressivi o corrosivi. Qualora tali valori risultino superiori ai limiti stabiliti, gli Stati membri devono valutare se l’inosservanza comporti un rischio per la salute umana e, se necessario, adottare provvedimenti correttivi.
È fondamentale ricordare che l’acqua fornita tramite rete pubblica è garantita dall’ente erogatore fino al contatore, come stabilito dal D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18. All’interno dell’abitazione, la responsabilità della qualità dell’acqua che arriva al rubinetto dipende anche dallo stato delle tubazioni e degli impianti interni.
Anche quando l’acqua di casa è sicura da bere e conforme ai parametri europei, può presentare caratteristiche organolettiche non sempre gradite, come sapori o odori marcati. In questi casi, l’installazione di un impianto di trattamento dell’acqua, attraverso specifici sistemi di filtrazione, come i filtri ai carboni attivi, consente di migliorare le qualità sensoriali della risorsa idrica domestica.
Affidarsi a professionisti del settore, come quelli rappresentati dall’Associazione Aqua Italia, consente di scegliere impianti di affinaggio adeguati alle reali esigenze dell’abitazione, garantendo prestazioni efficaci nel tempo e una corretta manutenzione, a tutela della qualità della risorsa idrica domestica e della salute.