Piombo nelle vecchie tubature domestiche: come capire se la tua acqua è a rischio

Piombo nelle vecchie tubature domestiche: come capire se la tua acqua è a rischio

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L’acqua distribuita dall’acquedotto è sottoposta a controlli rigorosi ed è garantita dall’ente erogatore fino al contatore, così come stabilito dal decreto dal Decreto Legislativo 18/2023 e dal successivo correttivo Decreto Legislativo 102/2025

Tuttavia, negli edifici più vecchi, alcune tubazioni, raccordi o saldature potrebbero contenere piombo che, con il passare del tempo, può essere ceduto all’acqua che arriva al rubinetto contaminandola

Vivere in una casa datata non significa automaticamente avere questo problema. È però utile sapere quando effettuare dei controlli.

In questo articolo analizzeremo perché il piombo è dannoso per la salute, come riconoscere una possibile presenza nelle vecchie tubature e quali soluzioni adottare per ridurre il rischio.

Cos’è il piombo e perché è dannoso per la salute?

Come riconoscere la presenza di piombo nelle tubature dell’acqua di casa

Come eliminare il piombo nell’acqua di casa

Cos’è il piombo e perché è dannoso per la salute?

Il piombo è un metallo che in passato è stato molto utilizzato nella realizzazione di tubazioni e componenti degli impianti idrici. Apprezzato soprattutto perché resistente e facile da lavorare. Oggi, però, è risaputo che l’esposizione al piombo può avere effetti negativi sulla salute.

Il problema principale è il suo accumulo nell’organismo. L’esposizione ripetuta può infatti interessare diversi organi e provocare effetti sul sistema nervoso, reni e apparato cardiovascolare. 

I bambini sono particolarmente vulnerabili. Il piombo può, infatti, interferire con lo sviluppo del sistema nervoso e avere conseguenze sulle capacità cognitive, sull’apprendimento e sul comportamento. Una particolare attenzione è necessaria anche durante la gravidanza, perché il piombo presente nell’organismo materno può rappresentare una fonte di esposizione per il feto.

Per questo motivo la presenza di piombo nell’acqua è regolata da limiti molto severi. In Italia il valore di parametro previsto è attualmente di 10 microgrammi per litro.

Tuttavia, se l’acqua rispetta i parametri al contatore, ma attraversa successivamente vecchie tubazioni contenenti piombo, la contaminazione può verificarsi nell’impianto interno.

Come riconoscere la presenza di piombo nelle tubature dell’acqua di casa

Il piombo presente nell’acqua non può essere riconosciuto ad occhio nudo. Questo perchè questo metallo non modifica necessariamente colore, odore o sapore della risorsa idrica. Un’acqua limpida può quindi contenere il metallo senza mostrare segnali evidenti.

Ci sono, però, alcuni elementi che possono suggerire la necessità di approfondire l’eventuale presenza di piombo nell’acqua di casa. Tra questi rientrano:

  • Tubature visibili in piombo, che tendono ad avere un colore grigio opaco. 
  • Anno di costruzione dell’edificio. Il rischio è maggiore negli immobili più datati, in particolare quelli costruiti prima degli anni Settanta. Anche edifici degli anni Settanta-Ottanta possono conservare parti di impianti precedenti o componenti mai sostituiti.

Tuttavia, per essere certi della presenza di piombo nell’acqua domestica è necessario eseguire un’analisi chimica dell’acqua. Si tratta del metodo più affidabile per verificare se il piombo è presente e in quale concentrazione.

L’analisi dovrebbe essere effettuata da un laboratorio qualificato seguendo corrette modalità di campionamento.

Anche il tempo di permanenza dell’acqua nelle tubazioni può infatti influire sui risultati. Dopo molte ore di inutilizzo, il contatto prolungato con materiali contenenti piombo può aumentare la quantità di metallo ceduta alla risorsa idrica.

Come eliminare il piombo nell’acqua di casa

Qualora venisse confermata la presenza di vecchie tubature in piombo, la soluzione principale è sostituirle. Un impianto di trattamento dell’acqua può ridurre la presenza del metallo, ma non elimina la causa se le tubazioni continuano a rilasciarlo.

È inoltre importante controllare l’intero impianto, perché il piombo potrebbe essere presente anche in raccordi, saldature o altri componenti.

In attesa della sostituzione delle vecchie condotte, possono, però, essere utilizzati sistemi specifici di trattamento. Tra questi rientra l’osmosi inversa, che attraverso una membrana consente di ridurre numerose sostanze disciolte, compresi diversi metalli.

Un’altra possibilità è, inoltre, rappresentata da filtri a carboni attivi specificamente certificati per la riduzione del piombo. Non tutti i filtri a carbone, infatti, sono progettati per trattenere i metalli pesanti: è essenziale verificare le prestazioni dichiarate dal produttore.

Rivolgersi a produttori e professionisti qualificati, come quelli rappresentati dall’Associazione Aqua Italia, permette di valutare le caratteristiche dell’acqua e individuare un impianto di trattamento adeguato alle reali esigenze dell’abitazione.

Infine, dopo molte ore di inutilizzo dell’impianto può inoltre essere utile far scorrere l’acqua fredda prima di utilizzarla per bere o cucinare per ridurre la quantità di piombo presente. Far bollire l’acqua, invece, non elimina il metallo.

In presenza di vecchie tubature, quindi, è importante non affidarsi all’aspetto o al sapore dell’acqua. Controllare l’impianto, effettuare analisi specifiche e intervenire sulle eventuali condotte in piombo consente di proteggere in modo concreto la qualità del rifornimento idrico domestico.

 

 

Lo sapevi che

Il 73%
degli Italiani

beve acqua
dal rubinetto

440litri
d’acqua consumata

al giorno da una
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