L’acqua del rubinetto, un tempo considerata una scelta di ripiego rispetto all’acqua in bottiglia, è oggi sempre più rivalutata. Questo cambiamento è dovuto a una maggiore consapevolezza ambientale, al desiderio di ridurre l’uso della plastica e alla qualità elevata della risorsa idrica garantita dagli enti gestori e dal D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18.
Tuttavia, non tutti conoscono il lungo e complesso percorso che l’acqua compie prima di uscire dal nostro miscelatore in cucina o in bagno.
Dietro a ogni goccia che scorre dai rubinetti delle nostre abitazioni si cela un sistema di captazione, trattamento, controllo e distribuzione attentamente regolamentato. In questo articolo esploreremo come avviene questo processo, a partire dalle falde acquifere fino all’impianto domestico.
IL PERCORSO DELL’ACQUA: DALLA FALDA AL RUBINETTO
BERE ACQUA DEL RUBINETTO: UNA SCELTA CONSAPEVOLE
IL PERCORSO DELL’ACQUA: DALLA FALDA AL RUBINETTO
L’acqua che giunge nelle nostre case inizia il suo viaggio molto prima di raggiungere il contatore domestico. La prima tappa è il sottosuolo, dove si trovano le falde acquifere: serbatoi naturali formatisi grazie all’accumulo dell’acqua piovana che penetra nel terreno e viene trattenuta da strati di roccia impermeabili. Questi strati impediscono all’acqua di scendere ulteriormente, creando bacini sotterranei che rappresentano una risorsa idrica preziosissima per l’approvvigionamento della popolazione.
Il processo di erogazione dell’acqua potabile prende il nome di “ciclo integrato dell’acqua” e si compone di sei fasi fondamentali:
- Captazione: l’acqua viene prelevata da fonti naturali, sia sotterranee (come le falde acquifere profonde, anche fino a 100 metri) che superficiali (come sorgenti). Il prelievo avviene tramite pozzi dotati di pompe, che instradano il flusso verso gli impianti di trattamento. Questa fase è essenziale per accedere alla risorsa idrica in condizioni ottimali e preservarne la qualità.
- Potabilizzazione: dopo la captazione, l’acqua viene sottoposta a una serie di trattamenti che la rendono potabile. In questa fase si eliminano materiali indesiderati come terra, sabbia, ferro, manganese e sostanze inquinanti. A seconda della composizione dell’acqua, possono essere impiegate diverse tecnologie: ossidazione, filtrazione, uso di carbone attivo (contro pesticidi o contaminanti organici) e osmosi inversa (per ridurre nitrati e metalli pesanti). La fase si conclude con la disinfezione obbligatoria tramite cloro, per garantire l’eliminazione di eventuali microrganismi patogeni.
- Adduzione e accumulo: una volta potabilizzata, l’acqua viene trasportata nei serbatoi dell’acquedotto. In questi bacini di accumulo viene conservata in condizioni igieniche controllate, in attesa di essere distribuita attraverso la rete idrica. Il corretto stoccaggio dell’acqua è fondamentale per garantirne la disponibilità continua, anche nei momenti di maggiore richiesta.
- Distribuzione: in questa fase, l’acqua viene immessa nella rete idrica e trasportata tramite una complessa infrastruttura di condotte sotterranee fino alle utenze domestiche, pubbliche e industriali. La qualità dell’acqua al rubinetto dipende anche dallo stato di manutenzione e pulizia di queste tubature.
- Raccolta delle acque reflue: dopo essere stata utilizzata nelle abitazioni per usi alimentari, igienici o di pulizia, l’acqua diventa reflua. Viene raccolta attraverso la rete fognaria e inviata agli impianti di trattamento. Anche questa fase è parte integrante del ciclo, poiché consente di evitare l’immissione diretta in natura di acque contaminate o cariche di agenti inquinanti.
- Depurazione e restituzione all’ambiente: l’acqua reflua viene trattata negli impianti di depurazione, dove vengono rimosse le sostanze organiche e inorganiche, i batteri e gli altri inquinanti. Una volta depurata, l’acqua può essere reimmessa in natura, nei fiumi, laghi o mari, in piena sicurezza. Da qui, attraverso l’evaporazione e le precipitazioni, l’acqua tornerà a infiltrarsi nel suolo, ricominciando il suo ciclo naturale.
Questo ciclo garantisce la disponibilità di acqua potabile in casa e, successivamente, il suo ritorno all’ambiente in condizioni sicure.
BERE ACQUA DEL RUBINETTO: UNA SCELTA CONSAPEVOLE
Una volta compreso quanto lavoro e quante verifiche siano necessarie per garantire che l’acqua sia adatta al consumo umano, appare evidente perché bere l’acqua del rubinetto sia una scelta fondata non solo sulla fiducia, ma anche sulla conoscenza. In Italia, gli standard qualitativi sono elevati e le normative molto stringenti. Ogni giorno vengono effettuati migliaia di controlli lungo tutta la filiera idrica, per assicurare che i parametri microbiologici, chimici e organolettici siano pienamente rispettati.
Tuttavia, è importante ricordare che questa garanzia si interrompe al contatore dell’edificio. Da quel punto in poi, la responsabilità della qualità dell’acqua ricade sul singolo cittadino, poiché l’acqua potrebbe attraversare tubature vecchie, danneggiate o poco igienizzate, alterandosi nel sapore o nella limpidezza.
Una corretta e costante manutenzione dell’impianto idrico domestico è fondamentale per evitare accumuli di calcare, metalli o biofilm batterici. Tali elementi, oltre a modificare il gusto dell’acqua, possono ridurre la qualità complessiva. Per questa ragione, sempre più cosumatori scelgono di dotarsi di impianti per il trattamento dell’acqua direttamente in casa.
Esistono diverse soluzioni per affinare l’acqua del rubinetto e migliorarne ulteriormente le caratteristiche:
- Sistemi installati direttamente sui rubinetti, come un gasatore d’acqua sottolavello o un addolcitore d’acqua domestico, che consentono di ottenere acqua filtrata ogni volta che si apre la leva del rubinetto.
- Caraffe filtranti per l’acqua di casa, che rappresentano una soluzione più semplice ma comunque efficace per trattenere particelle indesiderate.
L’adozione di queste soluzioni è particolarmente raccomandata nei contesti dove le tubature interne siano vecchie o dove si riscontrino odori e sapori anomali. In ogni caso, è fondamentale rivolgersi a fornitori qualificati. Affidarsi a professionisti del settore, come quelli rappresentati dall’Associazione Aqua Italia, è il modo migliore per garantirsi soluzioni efficaci, durevoli e rispettose della salute.