Il costo dell’acqua in bottiglia è aumentato di anno in anno, portando a dei rincari, nel solo anno corrente rispetto a quello appena trascorso, di circa il 20%.
Sempre più famiglie, per questo motivo, hanno valutato l’installazione di un erogatore collegato alla rete idrica domestica, capace di fornire acqua naturale, fredda o gassata a seconda del modello scelto. Non si tratta soltanto di una questione economica, ma anche di praticità, sostenibilità e valorizzazione della risorsa idrica già disponibile all’interno dell’abitazione.
In questo articolo analizzeremo quanto costa l’acqua in bottiglia rispetto ad un erogatore, quali sono i principali vantaggi e limiti delle due soluzioni e in quanto tempo l’investimento iniziale di un impianto di trattamento dell’acqua può essere recuperato grazie al minor costo per litro.
Quanto costa l’acqua in bottiglia rispetto ad un erogatore?
Il confronto tra acqua in bottiglia ed erogatore parte da un dato molto semplice: il costo al litro. L’acqua confezionata acquistata al supermercato ha un prezzo variabile in base alla marca, al formato, alla zona geografica, alle promozioni e al punto vendita.
In media, il prezzo di un litro di acqua in una grande città italiana è pari a 0,30 €, mentre il costo medio di un litro di acqua di rete è di 0,0025 € (*dati variabili tali nel momento in cui si scrive).
La differenza del prezzo dipende da molti fattori. Nel caso dell’acqua in bottiglia, infatti, il consumatore non paga soltanto la risorsa idrica, ma anche la bottiglia, l’etichetta, il tappo, l’imballaggio, il trasporto, il marketing, lo stoccaggio e la distribuzione. Nel caso dell’acqua di rete, invece, il costo al litro è estremamente più basso, perché l’acqua arriva direttamente all’abitazione tramite l’infrastruttura idrica pubblica.
Per comprendere meglio l’impatto concreto di questa differenza di prezzo sul bilancio familiare, è utile fare alcuni esempi.
Una famiglia di 3 persone che consuma 1,5 litri d’acqua al giorno a persona beve circa 4,5 litri al giorno. In un anno, questo equivale a circa 1.642 litri. Se questa acqua viene acquistata in bottiglia ad un prezzo medio di 0,30 € al litro, la spesa annua sarà di circa 493 €.
Per una famiglia di 4 persone, considerando lo stesso consumo individuale, il fabbisogno annuo sale a circa 2.190 litri. Con un costo medio di 0,30 € al litro, la spesa annua arriva a circa 657 €.
Un erogatore collegato alla rete idrica funziona in modo diverso. Prendiamo la stessa famiglia di 3 persone vista in precedenza, che oggi spende circa 493 € all’anno in acqua in bottiglia. Con un erogatore, ipotizzando 150 € di manutenzione annua e circa 4 € di acqua di rete destinata al consumo da bere, la spesa annuale sarebbe di circa 154 €. Il risparmio annuo sarebbe quindi di circa 339 €.
Nel caso di una famiglia di 4 persone, con un erogatore, la spesa annua resterebbe vicina a 155-156 €, tra acqua consumata e manutenzione. Il risparmio annuo potrebbe quindi superare i 500 €, portando all’azzeramento dell’investimento iniziale nell’arco di pochi anni.
Acqua in bottiglia vs erogatore: pro e contro.
Il confronto tra acqua in bottiglia ed erogatore non riguarda soltanto la spesa. Per scegliere in modo consapevole è necessario valutare anche altri parametri, come:
- Praticità: l’acqua in bottiglia richiede acquisto, trasporto, stoccaggio e smaltimento. L’erogatore offre acqua sempre disponibile, senza dover gestire confezioni pesanti. Non dover più trasportare casse d’acqua riduce uno sforzo fisico spesso sottovalutato, soprattutto per anziani, famiglie con bambini o persone che abitano in edifici senza ascensore.
- Spazio domestico: le casse d’acqua occupano spazio utile in casa. Un erogatore d’acqua consente di liberare dispensa, balcone o garage, ottimizzando gli spazi e recuperando m3 di abitazione sfruttabili.
- Impatto ambientale: l’acqua confezionata comporta produzione, trasporto e smaltimento degli imballaggi. L’erogatore riduce in modo significativo il ricorso a bottiglie monouso. Meno bottiglie significa meno plastica prodotta, meno trasporti su gomma e meno rifiuti prodotti.
In conclusione, l’acqua in bottiglia resta utile in situazioni specifiche, ad esempio durante viaggi, emergenze o contesti in cui non si ha accesso immediato al punto di erogazione. Per il consumo quotidiano in casa, tuttavia, l’erogatore collegato alla rete idrica può offrire vantaggi importanti in termini economici, gestionali e ambientali.
Per orientarsi tra le diverse tecnologie disponibili e individuare l’impianto di trattamento dell’acqua più adatto alle proprie esigenze, è importante affidarsi a esperti del settore.
L’Associazione Aqua Italia, in seno ad ANIMA di Confindustria, rappresenta da più di 40 anni i costruttori di impianti, accessori, componenti e prodotti chimici per il trattamento delle acque primarie, ed è un punto di riferimento qualificato per chi cerca informazioni, competenza e soluzioni affidabili nel settore del trattamento dell’acqua.