Acqua a km 0 nel menù: guida per il ristoratore

Acqua a km 0 nel menù: guida per il ristoratore

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Nella ristorazione professionale, la gestione dell’acqua servita al tavolo incide sull’organizzazione quotidiana del locale e sulla sostenibilità del servizio. Per questo, sempre più attività valutano l’inserimento dell’acqua microfiltrata nel menù come soluzione per ridurre lo stoccaggio delle bottiglie, semplificare la movimentazione interna e garantire una disponibilità continua di acqua liscia o gassata.

Con l’espressione acqua microfiltrata si fa riferimento ad acqua di rubinetto sottoposta a un trattamento tramite appositi impianti di affinaggio. Questi sistemi possono impiegare membrane, filtri e tecnologie specifiche per intervenire su cloro, impurità, particelle indesiderate e componenti che possono influire su odore, sapore e limpidezza dell’acqua del rubinetto. 

Per un ristorante, questa scelta può rappresentare un’evoluzione del servizio, ma richiede un approccio corretto. In questo articolo analizzeremo il quadro normativo di riferimento e i motivi per cui l’acqua microfiltrata può essere una soluzione utile per la ristorazione.

Acqua microfiltrata nel menu del ristorante: cosa dice la normativa

La somministrazione di acqua trattata nei pubblici esercizi è regolata da disposizioni che pongono al centro la corretta informazione al consumatore. 

Il D.Lgs. 181/2003 stabilisce che le acque idonee al consumo umano non preconfezionate, quando sono somministrate in collettività o esercizi pubblici e sono state sottoposte a trattamento, debbano riportare la denominazione “acqua potabile trattata” oppure “acqua potabile trattata e gassata” se addizionate di anidride carbonica.

Questa dicitura è fondamentale perché consente al cliente di distinguere l’acqua proveniente dalla rete idrica, trattata all’interno del locale, dall’acqua minerale confezionata. L’acqua microfiltrata non deve quindi essere presentata come acqua minerale, né con espressioni che possano generare equivoci. La comunicazione può essere inserita nel menù, nella carta delle bevande o nel listino prezzi, in modo visibile e comprensibile.

Il prezzo del servizio può essere applicato, purché sia indicato chiaramente. In questo caso, il costo non riguarda solo l’acqua in sé, ma l’insieme delle attività necessarie per renderla disponibile al tavolo: trattamento, eventuale refrigerazione, gasatura, utilizzo di caraffe o bottiglie riutilizzabili, lavaggio dei contenitori e manutenzione dell’impianto. La trasparenza del prezzo tutela il cliente e rafforza la professionalità dell’esercente.

Alla corretta informazione si affianca la gestione igienico-sanitaria. L’impianto di trattamento dell’acqua deve essere inserito nel piano HACCP del ristorante, con procedure dedicate a controllo, pulizia, sanificazione e sostituzione dei componenti. 

Anche i contenitori utilizzati per il servizio meritano attenzione. Caraffe e bottiglie riutilizzabili devono essere lavate, sanificate, conservate in ambienti idonei e manipolate correttamente dal personale.

Perchè inserire l’acqua microfiltrata nel menu del proprio ristorante

Lacqua microfiltrata in un ristorante può rappresentare una scelta funzionale per il ristoratore, soprattutto quando il servizio viene progettato in modo coerente con le esigenze del locale.

I principali vantaggi riguardano:

  • Minore spazio destinato allo stoccaggio, le bottiglie confezionate occupano magazzini, celle frigorifere, dispense e aree di servizio. Nei locali con molti coperti, questo può diventare un limite organizzativo, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza. Un impianto di trattamento dell’acqua consente di liberare spazio e di utilizzare gli ambienti interni in modo più razionale, con benefici concreti per l’ordine e la gestione del locale.
  • Riduzione della movimentazione di casse e bottiglie, sistemare, spostare, refrigerare e smaltire casse d’acqua richiede tempo e lavoro fisico da parte del personale. Ridurre questa attività permette di semplificare alcune operazioni ripetitive e di rendere più fluido il servizio tra sala, banco e cucina. In questo modo, il personale può concentrarsi maggiormente sull’accoglienza e sulla cura del cliente.
  • Disponibilità continua di acqua liscia o gassata, un impianto correttamente dimensionato permette di servire acqua naturale, fredda o gassata in base alle esigenze del locale e alle preferenze della clientela. Questo consente di evitare criticità legate alle scorte, alle consegne o alla disponibilità di bottiglie già refrigerate. La continuità del servizio è particolarmente utile nei ristoranti con elevato numero di coperti o con flussi concentrati in fasce orarie precise.
  • Contenimento dell’uso di imballaggi, l’acqua microfiltrata riduce il ricorso a bottiglie monouso, tappi, etichette, cartoni e materiali da confezionamento. Questo comporta una minore quantità di rifiuti da gestire e una semplificazione delle attività di raccolta, differenziazione e smaltimento. 
  • Riduzione dell’impatto ambientale, servire acqua potabile trattata nel punto di consumo permette di limitare il trasporto dell’acqua confezionata e le attività logistiche collegate alla distribuzione. È una scelta coerente con una gestione più responsabile delle risorse, soprattutto per i locali che desiderano integrare la sostenibilità nelle proprie pratiche quotidiane senza ricorrere a comunicazioni eccessive o poco concrete.

L’inserimento dell’acqua microfiltrata nel menù è quindi una soluzione concreta per la ristorazione. Per scegliere limpianto di trattamento dell’acqua più idoneo alle proprie esigenze, è consigliabile rivolgersi a operatori e produttori qualificati.

L’Associazione Aqua Italia, che da oltre 40 anni rappresenta i costruttori di impianti, accessori, componenti e prodotti per il trattamento delle acque primarie, promuove qualità, competenza e corretta informazione nel settore. Affidarsi a produttori rappresentati da Aqua Italia consente al ristoratore di scegliere soluzioni professionali, sicure ed efficienti, coerenti con le esigenze del locale e con una gestione responsabile dell’acqua.

 

 

Lo sapevi che

Il 73%
degli Italiani

beve acqua
dal rubinetto

440litri
d’acqua consumata

al giorno da una
famiglia di 2 persone

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